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Laura
Cionci nasce a Roma nel 1980, diplomata all’Accademia di
Belle Arti di Roma con il Professore Gino
Marotta, apprende le tecniche di pittura che
approfondisce lavorando presso il laboratori del
Prof. Eivazian Zaven, esperto di icone russe.
Secondo
l’artista la “svolta” del suo percorso
artistico è avvenuta dopo un lungo viaggio a
piedi lungo l’America Latina che le ha dato
l’energia per specializzarsi, sempre
all’Accademia di Belle Arti, in decorazione
con la professoressa Margareth Dorigatti. E’
proprio questo incontro ad insegnarle “la
liberta di esprimersi legata al grottesco
esteticamente bello che ognuno di noi ha
nascosto nell’inconscio e non sa come
modellare ed esporre. Come essere se stessi
fuori da se stessi e vedersi in faccia guardando
la propria pittura”.
La
pittrice è catturata dal fascino della
rappresentatività semantica delle carte.
Studia, infatti, attitudini ed inclinazioni
delle figure ritratte nel mazzo di carte. Per
ognuna di esse stabilisce un fatale
“destino” frutto di un intrigato e contorno
divenire esistenziale.
La
critica d’arte Lidia Reghini scrive a
proposito di “La verità di Alice”
che l’artista amplifica su grandi dimensioni
la capacità narrativa della regina di cuori,
belligerante con l’ascia in mano, e taglia
l’immobilità apparente del nostro presente.
In
“Bianco non riuscito”, realizzato con
la nuova tecnica dell’affresco digitale,
sempre secondo la Righini, la pittrice grazie al
bianco, arriva ad una coscienza spirituale
individuale e collettiva. La perfezione del
bianco è irraggiungibile materialmente perché
anche solo un accostamento tra i due bianchi fa
risaltare l’ombra colorata di uno dei due.
Questo è il non riuscito: mai bianco
allo stato puro.
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