Giulia Raponi nasce a Roma nel 1978 e già a dieci anni ha il primo incontro con l’arte partecipando ad un corso della pittrice Chiara Venturini.

Artista proiettata verso il mondo, sin dal Liceo ha l’opportunità di viaggiare grazie ad uno scambio culturale alla “Ewing High school” (New Jersey) e di visitare Nuova Zelanda, Malesia, Cuba e Giamaica con il padre fotografo.

Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma, indirizzo scenografia con il prof. Francesco Cosentino e, tramite il programma Erasmus, accede all’Accademia di Belle Arti di Salamanca, dove apprende varie tecniche di incisione sperimentale dal prof. José Fuentes Esteve.

E’ in Spagna che la pittrice entra in contatto con una realtà multiculturale e con il mondo orientale che le consentono di scoprire tecniche, soggetti e un modo diverso di esprimersi.

Da qui è nato uno studio sulle immagini “universalmente riconosciute” che liberate dal loro contesto assumono un nuovo significato. Le tecniche usate sono il risultato della fusione di materiali grezzi, comuni e di oggetti spesso in disuso che uniti  a tecniche moderne danno vita ad una realtà fatta di sensazioni. “Instanbul”, infatti, nasce da una serie di incisioni realizzate modellando l’argilla, da cui si ottiene una matrice di gesso che, una volta indurito, assume i colori e forme che riecheggiano sensazioni dell’oriente. In “Edipo Re” , invece, legno e pvc creano movimenti materici che rimandano al contrasto tra la storia delle costruzioni simbolo, la storia cristallizzata, quella antica e la stessa architettura che rivive nella modernità del quotidiano.